Chiesa_di_Fumane

Geografia
Fumane (mappa) dista 18 km da Verona ed è in posizione nord ovest rispetto al capoluogo.
Il comune di Fumane ha una altitudine che va da un minimo di 156 metri slm. ad un massimo di 1.128 m s.l.m., è vasto e popoloso. Il territorio occupa la vallata dominata dal Corno d'Aquilio e dal Monte Pastello.
Con il capoluogo, distinto nelle località Banchette, Fumane, Bertarole, Cà Melchiori, Casetta, Casterna, Isola, Osan, Piani, Vaio e Volta, Marega compongono il comune anche Mazzurega con Cavarena e la Cà; Cavalo, con Straval,Cesa Vecia, Casa Maur e Piazzi; Verago di Sotto e Verago di Sopra; Molina, con Manune; e Breonio, con Gorgusello di sopra, Gorgusello di Mezzo e Gorgusello di sotto, Sottosengia, Paroletto, Camporiondo,Forte Masua e Ruinal. Molina con Manune, Pizzolana, Togni, Moccoli,Sengiarossa e
Bottesela Breonio e Molina appartengono al comune di Fumane soltanto dal primo giugno 1929, il periodo della grande ristrutturazione degli enti locali, quando furono annesse a Fumane, dal sopresso comune di Breonio. Allora il comune della Lessinia Occidentale si chiamava Breonio ed aveva la sede in Sant'Anna d'Alfaedo dopo essere stato come sede anche a Fosse, tantoché lo stemma del vecchio comune, con i tre monti defilati, è passato a quello di Sant'Anna.
La grande valle di Fumane è la più profonda delle tre che compongono la Valpolicella e assume il nome di "Valle dei Progni" nella parte superiore, è infatti profondamente scavata nei calcari giurassici del Vaio di Gravasso sin sopra a Breonio. La più occidentale delle valli lessiniche, è separata dalla Val d'Adige, dalla dorsale del Monte Crocetta, del Pastelletto e del Pastello, erosa, sul versante occidentale, da Pastomie.
Storia
Il territorio del comune è abitato fina dalla preistoria, sono presenti alcuni castellieri, di cui uno importante è stato distrutto nel 1973, da una azione vandalica con ruspe in contrada Sottosengia. Nella frazione Molina è presente un riparo abitato in epoca preistorica considerato tra i siti più importanti d'Europa per il lungo periodo di utilizzo. Il Riparo Solinas, attualmente ridenominato Grotta di Fumane, è stato abitato dall'uomo da circa 60.000 anni fa a circa 25.000 anni fa. È possibile visitarlo su prenotazione telefonando al numero 045.6832811.
In epoca romana il pagus Arusnatium, vale a dire di una circoscrizione amministrativa autonoma abitata da una popolazione autoctona, aveva il centro amministrativo in zona di Fumane, mentre San Giorgio rimaneva il riferimento religioso. Le iscrizioni del periodo degli Arusnati si trovano in gran numero al Museo Lapidario Maffeiano di Verona. Allo sbocco della piana di Fumane, verso San Pietro in Cariano, è nota la presenza di una casa romana con annessi rustici: il grande complesso è legato al toponimo "ruine" tuttora in uso ma già testimoniato in documenti del secolo decimoprimo. Altri toponimi di probabile origine romana rimangono nel capoluogo: Degnano (da Dignus), Osan (da Voxius), Marzane (da Martius), Carcirago (da Carcirius). A Cavalo si segnala invece la dedica a Lualda, divinità arusnate, venuta di recente alla luce nel pavimento della "chiesa vecchia".
Nell'Alto Medioevo Fumane fu sotto dominio longobardo, il toponimo della valle era diverso e di origine longobarda, Val de sala. Breonio risulta come curtis dal 920. Dal 1150 è conosciuta l'esistenza di un castello sul colle Fumana che ha dato il nome all'abitato.
Nel XII secolo la parte sud del comune era nel feudo monastico dell'Abazia di San Zeno, il riferimento religioso era la chiesetta di Santa Maria del Degnano, in località Vaio di cui ci sono testimonianze nel 1163. Chiesetta che sorge su un luogo sacro pagano, visto il ritrovamento di un'ara dedicata alla divinità arusnate Lualda.
Se pochi sono i resti dell’Alto Medioevo, più numerose si fanno le presenze monumentali nel Basso Medioevo. Forse già Federico della Scala aveva un palazzo anche in fumane_santuario_saletteFumane, dominante località Vicarie. Quando i veneziani misero in vendita i beni della Fattoria Scaligera, i Maffei acquistarono qui case e campi che passarono poi, a metà del secolo XVI, ai Della Torre, i quali vi costruirono l'attuale monumentale villa. I documenti del secolo XV parlano già di un "palazzo" e di una "chiesa di S. Maria della Corte" che qui preesistevano alla villa; recenti restauri hanno messo in luce preesistenze trecentesche. Lo stesso toponimo "Vicarie" è assai indicativo avendo appunto Federico della Scala il titolo di Vicario, oltre che di Conte della Valpolicella. Anche la chiesa di San Zeno a Fumane risale ai primi decenni del Trecento assieme all'annesso cimitero: nel secolo successivo essa divverrà chiesa parrocchiale con fonte battesimale riportante incisa la data del 1° giugno 1442.
Fenomeno tipico negli anni fra Quattro e Cinquecento è la nascita, anche nella vallata fumanese, di numerose ville: Villa Della Torre in località Banchette; villa Salle-Jenna in località la Volta; Villa Marchiori-Cerù-Cicogna nella piazza del Capoluogo. AI Settecento risale invece la dimora dell'abate Bartolomeo Lorenzi in località Cavarena di Mazzurega e all'Ottocento, anche se di impianto settecentesco, villa dei Ravignani, oggi Antonietti, in località Ca' Melchiorri, sita ai piedi del colle dell'Incisa, sotto il Santuario della Madonna de la Salette.
Durante il Settecento si registra un rinnovo dell'edilizia religiosa. A Fumane e a Mazzurega si rifanno le due chiese parrocchiali (vecchie di qualche secolo) mentre a Cavalo e a Breonio se ne costruiscono due di completamente nuove, in posizione diversa dalle due antiche. Particolare è la vicissitudine della Chiesa parrocchiale di Breonio: abbandonata la vecchia chiesa di San Marziale perché evidentemente troppo piccola, un nuovo grandissimo tempio fu costruito fuori del paese sopra Gorgusello e Molina in modo da servire meglio anche quelle due località. L'atto di donazione del terreno da parte del parroco è del 1758. I lavori durarono fino al 1830 circa, ma l'officiatura del tempio fu resa una prima volta già impossibile dopo il terremoto del 1882 per l'aggravarsi di lesioni registrate quasi subito dopo l'inaugurazione dell'edificio, per eccessivo peso della costruzione gravante su terreno di natura franosa. A Cavalo invece la nuova parrocchiale, spostata in centro paese, fu eretta a partire dal 1784 e consacrata nel 1789; essa risulta adorna di affreschi di Marco Marcola.
Per tutto l’Ottocento e fino alla prima metà del Novecento, il Paese di Fumane rimane in gran parte immutato, eccezion fatta per il naturale sviluppo di case. Negli anni immediatamente successivi alla Seconda Guerra Mondiale si assiste invece al declino del settore agricolo e del conseguente reddito prodotto. E' dunque solo di questo dopoguerra la nascita, nel territorio fumanese, della piccola e media industria con il fiorire altresì di tutte quelle attività del settore terziario ad essa connesse, tra cui lo sviluppo demografico del Paese con interventi a carattere residenziale che si susseguono ad ondate nei vari decenni, con un picco negli anni ’80, quando il paese raggiunge l’attuale sviluppo demografico e planimetrico. Mentre in pianura si assiste allo sviluppo del settore industriale e terziario, nella zona di montagna, pur non abbandonando i pascoli, ci si industriò attivando cave e laboratori di marmi ed altri materiali lapidei, mentre nel capoluogo si insediarono piccole e medie ed anche qualche consistente industria che frenarono l'esodo di parte della popolazione locale. Ma mentre il capoluogo, ed in parte Cavalo e Mazzurega, conservarono un loro equilibrio demografico, le frazioni montane di Breonio e Molina si depauperarono progressivamente con perdite anche consistenti, cioè rispetto alla popolazione dei tempi andati, anche dell'ordine di oltre il 50%, dando così un nuovo assetto alla demografia di tutta la valle.

Chiese

Parrocchiale di Fumane - XVIII secolo

    Del XVIII secolo la riedificazione su progetto di B. Dal Pozzo di un preesistente edificio duecentesco. Dedicata a San Zeno. All'interno una pala di Antonio Balestra datata intorno al 1535 ed alcuni affreschi di Francesco Morone (dipinti tra il 1510 e il 1513) e alcuni della seconda metà del '500 posti sulla volta e i lunettoni. Divenne autonoma da San Floriano nel 1436. La piante della chiesa è a croce latina ad un'unica navata con due cappelle laterali ad absidi quadrati. L'ingresso, in direzione ovest, di forma rettangolare.

    Chiesa parrocchiale di Cavalo - XVIII secolo

      L'attuale chiesa parrocchiale è del 1785. All'interno ha degli affreschi di Marco Marcola del 1791 con soggetto gli Apostoli. Di Pio Patti, dello stesso anno una tela Madonna in gloria, San Zeno, Sant'Eurosia e San Luigi posizionata sopra la porta principale. I decori sono di Giuseppe Trecca. Il campanile è del XIII secolo.

      Chiesa Vecchia di Cavalo - XIV secolo

        Divenne parrocchia nel XIV secolo servendo anche Mazzurega e Monte, era Rettoria con Priorato. È sulla strada da Cavalo a Monte. La chiesa è del XV secolo rifatta su una precedente di cui rimangono tracce del periodo romanico (la base del campanile, un mezzo capitello e la muratura del fianco settentrionale). Dal rifacimento dipende la struttura attuale, la facciata semplice, a capanna, frutto di una unica navata, la porta è rettangolare e piccola e la lunetta ha resti di un affresco.
        Il campanile, su una base preesistente romanica è basso e a pianta larga e dovrebbe essere di poco precedente al rifacimento della chiesa. Ha un fonte battesimale esagonale di marmo liscio senza iscrizioni del XV secolo. Nel 1610, la chiesa fu interamente affrescata da Paolo Ligozzi. Nel 1705 dipinta Antonio Simbenati dipinse la pala dell'altare maggiore con soggetto l'Assunta. Nel presbiterio, all'ingresso vi sono gli affreschi raffiguranti San Benedetto con la Regola e San Zeno e San Rocco e San Sebastiano all'interno della facciata. Nel 1980 durante il rifacimento del pavimento si scoprì un'ara sacrificale dedicato alla divinità degli Arusnati Lualda. Il campanile romanico è del XIV secolo.

        Chiesa Parrocchiale di Mazzurega - XVI secolo

        La chiesa è del XVI secolo, Racchiude un dipinto di Antonio Badile del 1556, mentre gli altari laterali provengono da San Gregorio di Verona e sono del XVIII secolo.

        Santuario Nostra Signora di La Salette - XIX secolo

          Il santuario della Madonna di La Salette fu edificato in posizione dominante sopra Fumane, a circa 240 m. di quota, nel 1864 in seguito al voto fatto alla Madonna dagli abitanti per far terminare l'epidemia di peronospora che aveva colpito i vigneti.

          Chiesa di San Marziale di Breonio - XV secolo
            Conserva al suo interno delle opere attribuite a due dei più noti artisti veronesi del tempo: Francesco Morone e Domenico Brusasorzi. Queste opere sono state rivelate durante il parziale restauro, compiuto nel 1963 a cura della Sovrintendenza ai monumenti di Verona.

            Gruppi Organizzatori


            Centro Speleologico "Mario Cargnel" Gruppo Grotte Falchi - Verona crn

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