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Il Comune di Bosco Chiesanuova (mappa) si estende per una superficie di circa 65 kmq sui Monti Lessini nel Veneto, in Provincia di Verona. Il suo territorio comprende, oltre al capoluogo Bosco Chiesanuova situato a 1106 m di altezza s.l.m., le frazioni di Valdiporro, Corbiolo, Arzeré e Lughezzano, oltre a circa 250 piccoli nuclei abitativi detti contrade, oggi in parte disabitate.
Le zone ubicate alle quote più elevate sono occupate in gran parte da verdi pascoli ondulati in cui da millenni si svolge l’alpeggio estivo: sono costellati da casare e baiti in pietra dall’architettura caratteristica e unica sulle Alpi; gli edifici più antichi datano all’inizio del cinquecento.
Gli alti Lessini, che a nord culminano con le cime del Monte Tomba (1767 m), Castel Gaibana, (1805 m) e Trappolino (1865 m), sono adattissimi per l’escursionismo a piedi, in bicicletta e a cavallo, grazie ai numerosi antichi sentieri e alle strade militari costruite durante la Prima Guerra Mondiale. Durante l’inverno vengono battute decine di chilometri di piste per lo sci di fondo su dorsali soleggiate dove lo sguardo spazia dalle Alpi, al lago di Garda, alla pianura coronata dagli Appennini, mentre nella Conca di Malga San Giorgio si concentrano piste da discesa e attrezzature alberghiere. A quote più basse si trova la fascia abitata oggi occupata dai paesi e contrade; questa zona fino al medioevo era chiamata Selva Frizzolana, per la fittissima foresta di faggi che la ricopriva, ed era frequentata sporadicamente da abitanti della collina per fare legna, calcina e carbone.
Nel 1287 il Vescovo di Verona Bartolomeo della Scala concesse ai rappresentanti di una cinquantina di famiglie di origine tedesca, ma già stanziate nel Vicentino, di stabilirsi nel territorio di Roveré confinante con la Frizzolana perché lo disboscassero e coltivassero in cambio di un affitto e del controllo dei confini; concesse inoltre a questi coloni il privilegio della esenzione da tutte le tasse e di eleggersi un loro parroco di lingua tedesca. Inizia così la diffusione di questi tedescofoni che designano sé stessi come zimberer, cioè boscaioli, che vennero dai letterati veronesi e vicentini identificati con i Cimbri sconfitti da Caio Mario nel 101 a. C. I cosiddetti Cimbri crebbero via via di numero e cominciarono ad espandersi verso ovest, occupando anche il territorio della Frizzolana, tanto che nel 1375 questa comunità ottenne dal Vescovo Pietro della Scala il diritto di erigere in parrocchia indipendente da Roverè la nuova chiesa già costruita e intitolata a S. Tommaso. Da questa nuova chiesa, detta Ecclesia Nova, prese poi il nome il capoluogo. Vicino al centro di Bosco Chiesanuova c’è anche la quattrocentesca chiesetta di Santa Margherita, santa guerriera (uccide il drago simbolo del demonio) molto cara alle popolazioni germaniche. Dopo la caduta degli Scaligeri, Gian Galeazzo Visconti nel 1391 riconfermò gli antichi privilegi e istituì il Vicariato della montagna Veronese detto anche Montanearum Theutonicorum cioè delle Montagne dei Tedeschi, o dei Tredici Comuni; la comunità di Bosco Frizzolana era uno di questi. Ogni comune era retto da un Massaro coadiuvato da alcuni consiglieri, che di tanto in tanto radunavano nella piazza della chiesa o sotto un grande faggio i capifamiglia per discutere questioni di pubblico interesse o per rinnovare le cariche. Con l’avvento della Repubblica di Venezia nel 1405, furono rinnovati gli antichi privilegi e gli ordinamenti giuridico-amministrativi rimasero invariati per tutta la durata della dominazione veneziana. La popolazione traeva gran parte delle sue risorse dalla coltivazione di segala, orzo, miglio, dall’allevamento del bestiame e soprattutto dalla produzione del carbone di legna, principale fonte energetica per tutte le attività artigianali della città di Verona, tanto che la Lessinia era chiamata “Montagna del Carbon”.
Nel 1621 il comune di Frizzolana venne diviso in due comuni distinti: Chiesanuova ed Erbezzo. A quei tempi la popolazione parlava ancora prevalentemente il dialetto tedesco, come ci attesta il parroco del tempo don Cristano Carpine, ma già un secolo dopo l’antica lingua cimbra andò in decadenza, rimanendo viva fino ai nostri giorni solo nel piccolo paese di Giazza in Val d’Illasi. Oggi la lingua cimbra sopravvive solo nei numerosissimi toponimi di chiaro suono tedesco: vicino al paese di Bosco Chiesanuova vi sono le piccole contrade del Sioster, Gherte, Tander, Nottegar… Con la fine della Repubblica di Venezia, nel periodo napoleonico (1797) il Vicariato cessò di esistere perdendo così i suoi privilegi e nel 1816 entrarono in vigore i nuovi regolamenti del Regno Lombardo Veneto. Allora il comune aveva 2800 abitanti quasi tutti sparsi nelle frazioni e nelle contrade. La prima strada carrozzabile che collegava Bosco Chiesanuova con Verona fu condotta a termine nel 1852 e da allora comincia lo sviluppo turistico del paese. Verso la fine del secolo diciannovesimo sono costruite alcune grandi ville e sorgono i primi alberghi.
Dopo l’unità d’Italia Bosco Chiesanuova viene frequentato da intellettuali nobili e borghesi che ne fanno un centro alla moda. Nel 1928, dichiarata Stazione Climatica, fu sede della prima Azienda Autonoma di Cura Soggiorno e Turismo del Veronese. L’economia odierna del comune, la cui popolazione oggi si attesta sui tremilacinquecento abitanti, è ben differenziata basandosi principalmente sul turismo, sia estivo che invernale, sull’allevamento di bovini da latte e sull’artigianato nell’ambio del quale, oltre alle tradizionali attività edilizie, spiccano alcune significative realtà aziendali cresciute nell’ultimo decennio che si sono particolarmente specializzate nel campo della falegnameria e della carpenteria metallica.

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Centro Speleologico "Mario Cargnel" Gruppo Grotte Falchi - Verona crn

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